Stessa storia, stesso posto, stesso Mister!



Avremmo potuto utilizzare tantissime strofe di canzoni famose per raccontare questa Storia d'Amore che lega Nicolò Molinelli ai colori Rosanero ma forse non sarebbe stato abbastanza. Abbiamo quindi deciso di farlo spiegare direttamente a lui che, nel corso di questa breve intervista, si racconta e ci racconta del suo passato, del presente del futuro Rosanero.

Ciao Nicolò, con questa Stagione arriverai a 13 anni di fila sulla panchina Rosanero.
Come spieghi il rapporto tra te e questa Società? Cosa ti ha fatto scegliere di proseguire il tuo percorso a Chiaravalle nonostante le tentazioni che sono arrivate in questi mesi?

È semplicemente una seconda pelle. Per me è come aver visto crescere una piccola creatura a cui hai cercato sempre di fargli da spalla per continuare a maturare e raggiungere i risultati che sognava...e che continua a sognare.
Ogni anno, nonostante l’amore che hai e avrai per sempre verso questa realtà, è giusto mettersi lì a riflettere.
Bisogna capire se sei pronto a rimettere tutto dentro quel rettangolo di gioco, sopratutto dopo tanti anni, a maggior ragione se intorno vieni apprezzato e cercato per progetti importanti.
Sono convinto di avere ancora molto da dare e da ricevere da questa squadra.
Non mi va ancora giù questa stagione maledettamente sospesa, pertanto ho chiare le soddisfazioni che dovremo andarci a prendere!

Con i "se" e con i "ma" non si va da nessuna parte ma senza lo stop per il Covid-19, come sarebbe finita secondo te la scorsa stagione?

Difficile dirlo. So solo che stavamo iniziando a raccogliere veramente ciò che avevamo seminato sin da inizio stagione:
- Nonostante avessimo un gruppo molto giovane, nuovo, eravamo in una posizione importante in classifica.
- Eravamo in una fase in cui “il bello” della stagione doveva venire, con le ragazze più piccole in fase di prima ascesa e le più grandi in grande spolvero.
- Avevamo recuperato pienamente chi aveva sofferto di seri problemi fisici.
Chissà, sicuramente la vittoria 0 - 5 a Perugia, nell’ ultima pre-Covid, era stata una gran prova di forza e ci avrebbe dato un bello slancio per il finale.

Per la prossima cosa dobbiamo aspettarci?

La prossima è un tabù, per tantissimi motivi:
Chi sarà più bravo a ripartire bene sia a livello fisico che mentale dopo uno stop così lungo? Questo sarà decisivo.
Sarà una stagione più indecifrabile che mai a livello di previsioni, che tra l'altro a me piacciono poco, perché la verità ce l’ha solo il campo.
Noi sicuramente saremo lì compatti e determinati per fare bene, con l’umiltà di un gruppo giovane ma che si conosce bene.
Sono convinto che le nuove non avranno difficoltà ad inserirsi dato che sono ragazze di qualità sia in campo che fuori.
Chiederò alle mie ragazze soltanto di iniziare subito “sul pezzo” perché riprendere sarà dura, ci vorrà tanto spirito e mentalità per giocarcela alla pari con tutte le forti avversarie che ci aspettano.
Noi pensiamo a migliorare come singoli e come gruppo, fare il nostro dovere mettendoci il cuore, l’obbiettivo è questo.